Quest’anno a Intersection 2025 parliamo di un tema che attraversa tutti i mondi dell’informazione. Che ne sarà dei media nell’epoca dell’intelligenza artificiale?
Lo faremo attraverso le testimonianze di tre protagonisti che, ognuno a modo suo, sta ridefinendo i confini del proprio settore:
- Claudia Uccelli, CEO di Pazienti.it, una realtà che ha costruito fiducia e community in un settore dove l’affidabilità conta più di tutto;
- Roberto Boella, CSO di LaPresse, che sta portando l’azienda da agenzia fotografica ad agenzia di stampa, fino a un brand editoriale integrato;
- Andrea Pontini, Founder di InsideOver, che ha reso un progetto giornalistico riconoscibile a livello internazionale lavorando su identità visiva, storytelling e coerenza, con un modello di business che in Italia non ha veri paragoni.
Tre esperienze diverse. Il filo conduttore è la capacità di tenere insieme strategia, tecnologia e fiducia del pubblico, in un mercato sempre più complesso.
Dal traffico al valore
Negli ultimi anni il web ha cambiato pelle. Il traffico, da solo, non basta più a garantire la tenuta di un progetto editoriale.
La quantità di contenuti ha superato la soglia del sostenibile. L’intelligenza artificiale ha solo accelerato un processo già in corso, la proliferazione di siti speculativi e contenuti di basso valore, pensati per intercettare clic e monetizzazione facile. Il risultato è un’inflazione informativa che ha inquinato la rete. Oggi è più difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è costruito a tavolino.
Google, in risposta, si sta trasformando da motore di ricerca a curatore di contenuti. Seleziona quello che ritiene affidabile, riconoscibile, degno di fiducia; il resto lo lascia indietro. È una forma di content curation algoritmica. Premia chi ha costruito, e continua a costruire, un brand editoriale solido capace di legare davvero alla propria audience.
Chi conosce, ascolta e valorizza il proprio pubblico ha oggi un vantaggio reale sull’universo dei contenuti speculativi. La SEO è diventata una disciplina della reputazione, fatta di credibilità, coerenza e fiducia costruite ogni giorno.
Lo vediamo ogni giorno nei progetti che accompagniamo. Le realtà che crescono sono quelle che uniscono strategia e fiducia in modo misurabile. Ed è la prospettiva con cui lavoriamo al fianco di editori e brand: andare oltre l’uso tattico di piattaforme e strumenti, verso una cultura della co-intelligenza che genera valore nel tempo.
La co-intelligenza tra persone e AI
Qui entra in gioco la co-intelligenza, la collaborazione sempre più stretta tra persone e sistemi, tra cultura e algoritmo. L’AI non sostituisce la produttività. La amplifica. Il ruolo umano si rafforza: decisioni più rapide, strategie più precise, contenuti più efficaci.
La differenza sta nel modo in cui l’AI viene integrata. Come leva per interpretare i dati, capire i segnali e migliorare i processi aziendali, funziona. Come scorciatoia per produrre più contenuti più in fretta, serve a poco.
Chi riesce a far convivere tecnologia e visione trasforma la propria presenza digitale in un vantaggio competitivo che dura nel tempo.
Dal farsi trovare al farsi scegliere
Essere visibili oggi è il minimo. Essere scelti è la vera conquista.
Il pubblico cerca punti di riferimento affidabili più che semplice informazione. Credibilità, coerenza narrativa e riconoscibilità del brand sono le nuove valute della visibilità.
Questo racconteremo sul palco di Intersection 2025. Come fiducia, identità e tecnologia possono convivere, e come la co-intelligenza tra persone e sistemi stia cambiando per sempre il modo di fare media.
Ma fiducia e identità, e di conseguenza il traffico, non nascono per caso. Sono il risultato di un lavoro strutturato, di un metodo che parte dalla consapevolezza interna di ogni realtà, che sia un editore, un’azienda o un content creator.
Una consapevolezza che deve coinvolgere ogni livello dell’organizzazione, dal top management a chi ogni giorno crea contenuti, gestisce dati o dialoga con il pubblico.
Il percorso richiede strumenti, analisi, lettura dei dati e, soprattutto, metodi di lavoro capaci di tenere insieme persone, processi e tecnologia. È il terreno su cui lavoriamo noi. Aiutiamo le aziende a costruire questa consapevolezza e a trasformarla in risultati misurabili.
Chi ha già intrapreso questo cammino con noi vede i frutti: strutture più agili, strategie più chiare, decisioni più informate. Chi rimanda, spesso se ne accorge troppo tardi, quando le opportunità sono già sfumate. Il vantaggio competitivo non si recupera con un aggiornamento tecnico. Richiede una cultura del cambiamento.



